domenica 8 marzo 2009

Vorrei che tutti ricordasse che oggi è un giorno per farsi un esame di coscienza.Basta con la violenza sulle donne.Il mio grido non è solo per questa giornata ma è un allarme che va considerato sempre...
Dobbiamo sempre fare una riflessione su questo tema che rimane una emergenza.
WATCH FOR THE TIME HAS COME TO TAKE A STAND...
La violenza sulle donne è da un lato una piaga sociale e dall'altro una vera e propria emergenza civile» ma «non ci può essere una connotazione etnica dietro lo stupro» come l’ha evidenziato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo alla manifestazione per l'8 Marzo di Roma. Il stesso ha sottolineato l'esigenza di una «convergenza bipartisan» che deve essere «un valore aggiunto della politica su questioni che attengono la dignità della persona». E poi, echeggiando le parole dette ieri dal capo dello Stato, ha esortato a non dare connotazioni etniche agli episodi di stupro: «È giusto - ha spiegato Fini - titolare "donna stuprata da romeno", ma bisogna fare lo stesso quando a commettere la violenza è un italiano».
NON BASTANO SOLO NUOVE LEGGI... - «Per un impegno corale delle istituzioni contro la violenza sulle donne non possiamo concentrarci solo su nuove leggi», «non possiamo limitarci a una stretta repressiva, che pure è utile, ma occorre avere più attenzione per la violenza quotidiana e silenziosa, quella che avviene tra le mura domestiche e che provoca ferite ma anche un grande senso di ingiustizia»: ha aggiunto Fini. Occorre, ha sottolineato il presidente, «mobilitare le coscienze, senza distinzioni politiche: ci si può dividere sulla bontà di un singolo provvedimento, non nel momento in cui si lancia una mobilitazione delle coscienze». Mobilitazione che, secondo Fini, deve riguardare «innanzitutto chi ha la responsabilità di educare i giovani». Occorre, ha detto ancora, «far sentire alla donna che il suo grido di dolore viene ascoltato». Bisogna dunque, secondo il presidente della Camera, occuparsi della violenza quotidiana, e per fare questo serve «un'azione culturale e l'impegno di tutti, ma anche l'impegno degli opinion leader»: Infine ha invitato a «porre maggiore attenzione ai messaggi distorti», a quelli che comunicano uno scarso rispetto nei confronti della donna e del suo corpo.

lunedì 2 marzo 2009

Around the world at least one woman in every three has been beaten, coerced into sex, or otherwise abused in her lifetime. Most often the abuser is a member of her own family. Increasingly, gender-based violence is recognized as a major public health concern and a violation of human rights.
The effects of violence can be devastating to a woman's reproductive health as well as to other aspects of her physical and mental well-being. In addition to causing injury, violence increases women's long-term risk of a number of other health problems, including chronic pain, physical disability, drug and alcohol abuse, and depression. Women with a history of physical or sexual abuse are also at increased risk for unintended pregnancy, sexually transmitted infections, and adverse pregnancy outcomes. Yet victims of violence who seek care from health professionals often have needs that providers do not recognize, do not ask about, and do not know how to address.


What Is Gender-Based Violence?
Violence against women and girls includes physical, sexual, psychological, and economic abuse. It is often known as "gender-based" violence because it evolves in part from women's subordinate status in society. Many cultures have beliefs, norms, and social institutions that legitimize and therefore perpetuate violence against women. The same acts that would be punished if directed at an employer, a neighbor, or an acquaintance often go unchallenged when men direct them at women, especially within the family.
Two of the most common forms of violence against women are abuse by intimate male partners and coerced sex, whether it takes place in childhood, adolescence, or adulthood. Intimate partner abuse—also known as domestic violence, wife-beating, and battering—is almost always accompanied by psychological abuse and in one-quarter to one-half of cases by forced sex as well. The majority of women who are abused by their partners are abused many times. In fact, an atmosphere of terror often permeates abusive relationships.


How Health Care Providers Can Help
Health care providers can do much to help their clients who are victims of gender-based violence. Yet providers often miss opportunities to help by being unaware, indifferent, or judgmental. With training and support from health care systems, providers can do more to respond to the physical, emotional, and security needs of abused women and girls.
First, health care providers can learn how to ask women about violence in ways that their clients find helpful. They can give women empathy and support. They can provide medical treatment, offer counseling, document injuries, and refer their clients to legal assistance and support services.

Family planning and other reproductive health care providers have a particular responsibility to help because:


Abuse has a major—although little recognized—impact on women's reproductive health and sexual well-being;
Providers cannot do their jobs well unless they understand how violence and powerlessness affect women's reproductive health and decision-making ability;
Reproductive health care providers are strategically placed to help identify victims of violence and connect them with other community support services.

sabato 28 febbraio 2009

Eccola la realtà: in Italia più di 6 milioni e mezzo di donne ha subito una volta nella vita una forma di violenza fisica o sessuale, ci dicono i dati Istat e del Viminale che riportano un altro dato avvilente.
Le vittime - soprattutto tra i 25 e i 40 anni - sono in numero maggiore donne laureate e diplomate, dirigenti e imprenditrici, donne che hanno pagato con un sopruso la loro emancipazione culturale, economica, la loro autonomia e libertà. Da noi la violenza è la prima causa di morte o invalidità permanente delle donne tra i 14 e i 50 anni. Più del cancro. Più degli incidenti stradali. Una piaga sociale, come le morti sul lavoro e la mafia. Ogni giorno, da Bolzano a Catania, sette donne sono prese a botte, oppure sono oggetto di ingiurie o subiscono abusi. Il 22 per cento in più rispetto all'anno scorso, secondo l'allarme lanciato lo scorso giugno dal ministro per le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini, firmataria di un disegno di legge, il primo in Italia specificatamente su questo reato ora all'esame in commissione Giustizia.

"È un femminicidio", accusano i movimenti femminili, "violenza maschile contro le donne": così sarà anche scritto nello striscione d'apertura del corteo a Roma di sabato 24, vigilia della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne istituita dall'Onu, una manifestazione nazionale che ha trovato l'adesione di centinaia di associazioni impegnate da anni a denunciare una realtà spietata che getta un'ombra inquietante sul tessuto delle relazioni uomo-donna.

Sì, perché il pericolo per le donne è la strada, la notte, ma lo è molto di più, la normalità. Se nel consolante immaginario collettivo la violenza è quella del bruto appostato nella strada buia, le statistiche ci rimandano a una verità molto più brutale: che la violenza sta in casa, nella coppia, nella famiglia, solida o dissestata, borghese o povera, "si confonde con gli affetti, si annida là dove il potere maschile è sempre stato considerato naturale", come spiega Lea Melandri, saggista e femminista.

L'indagine Istat del 2006, denuncia che il 62 per cento delle donne è maltrattata dal partner o da persona conosciuta, che diventa il 68,3 per cento nei casi di violenza sessuale, e il 69,7 per cento per lo stupro. "Da anni ripetiamo che è la famiglia il luogo più pericoloso per le donne. È lì che subiscono violenza di ogni tipo fino a perdere la vita", denuncia "Nondasola", la Casa delle donne di Reggio Emilia a cui si era rivolta Vjosa uccisa dal marito da cui aveva deciso di separarsi. "Da noi partner e persone conosciute sono i colpevoli nel 90 per cento delle violenze che vediamo. E purtroppo c'è un aumento", dice Marisa Guarnieri presidente della Casa delle donne maltrattate di Milano. "All'interno delle mura domestiche la violenza ha spesso le forme di autentici annientamenti - spiega Marina Pasqua, avvocato, impegnata nel centro antiviolenza di Cosenza, una media di 800 telefonate di denuncia l'anno - Si comincia isolando la donna dal contesto amicale, poi proibendo l'uso del telefono, poi si passa alle minacce e così via in una escalation che non ha fine".

In Italia, l'indagine Istat ha contato 2 milioni e 77mila casi di questi comportamenti persecutori, stalking come viene chiamato dal termine inglese, uno sfinimento quotidiano che finisce per corrodere resistenza, difesa, voglia di vivere. "Nella nostra esperienza si comincia con lo stalking e si finisce con un omicidio", accusa Marisa Guarnieri. Per questo le donne dei centri antiviolenza hanno visto positivamente l'approvazione, lo scorso 14 novembre in Commissione Giustizia, del testo base sui reati di stalking e omofobia.Oggi possiamo dire che passi concrete sono stati fatti e molto rimane ancora da fare ma con più velocità perché la vita de millioni di Donne è in pericolo.E' un allarme per la nostra società e anche per la nostra democrazia
L’esigenza di combattere la tratta delle donne (a scopo di sfruttamento sessuale ma non solo), è uno dei temi su cui da tempo più antico si è misurato il diritto internazionale, con convenzioni già all’inizio del secolo, e poi nel 1949. E' oggi riconosciuto che la tratta rappresenta un grave problema relativo ai diritti umani: una violazione specifica e globale dei diritti umani delle donne. A Pechino come in altre sedi internazionali, il legame fra tratta, prostituzione forzata, violenza e violazione dei diritti delle donne è stato affermato con chiarezza.

Il Comitato diritti umani ha affrontato il tema della tratta delle donne in relazione all’applicazione dell’art.8 del Patto sui diritti civili e politici, che vieta la riduzione in schiavitù e la tratta degli/delle schiave. Secondo il Comitato, "gli stati devono anche fornire informazioni sulle misure adottate per proteggere dalla schiavitù le donne, i bambini e le bambine, compresi/e donne, bambine e bambini stranieri, anche quando tale schiavitù è mascherata sotto forma di lavoro domestico o altro tipo di servizio alla persona. Gli stati parte nel cui territorio vengono reclutate o portate via tali donne, bambine e bambini, e gli stati parte dei territori di destinazione, devono fornire informazioni sulle misure, sia nazionali che internazionali, adottate per prevenire la violazione dei diritti delle donne e dell'infanzia."

In realtà tali misure internazionali sono numerose, sia in termini giuridici, con l’adozione nel 2000 del Protocollo di Palermo sulla tratta di esseri umani, sia sul piano degli impegni politici e delle azioni concrete, sia da parte dei governi che soprattutto delle organizzazioni delle donne e dei movimenti, per contrastare attivamente il fenomeno della tratta e offrire alle donne che lo subiscono una via per sfuggire alla schiavitù e riprendere in mano la propria vita.

Nel 2000, la Relatrice speciale sulla violenza contro le donne ha dedicato tutto il suo rapporto annuale al tema della tratta delle donne. Il Rapporto contiene un ripensamento di tutte le politiche internazionali in materia, dalla critica alla Convenzione del 1949 sulla soppressione del traffico di esseri umani alla denuncia del rischio che le politiche restrittive su immigrazione e asilo possano avere un effetto negativo sulla lotta alla tratta.

L'Ufficio dell'Alto Commissario per i diritti umani, nel suo documento del maggio 2000, "Consolidare le conquiste, e andare avanti: i diritti umani delle donne a cinque anni da Pechino", chiede che le misure anti-tratta affrontino l'intero ciclo del traffico, e garantiscano "efficacia nel garantire rispetto della legge, prevenzione, tutela e sostegno alle persone trafficate, cooperazione e coordinamento fra iniziative a livello nazionale, regionale e internazionale", dando " la massima priorità alla tutela dei diritti umani e alla dignità delle persone trafficate".
Mentre l’affermazione del diritti all’eguaglianza e il divieto di discriminazione sono parte integrante del sistema dei diritti umani sin dagli inizi, il tema della violenza contro le donne entra nel dibattito internazionale su questi temi solo molto tardi - sostanzialmente negli ultimi dieci anni - e ancora oggi incontra resistenze e conflittualità.

Il documento più importante è la Dichiarazione sull’eliminazione della violenza contro le donne, del 1993, frutto di una forte pressione dei movimenti delle donne, culminata nella Conferenza di Vienna sui diritti umani. La Dichiarazione fornisce per la prima volta una definizione ampia della violenza contro le donne, definita come "qualunque atto di violenza sessista che produca, o possa produrre, danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche, ivi compresa la minaccia di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che nella vita privata." Nella stessa conferenza di Vienna si è decisa anche l’istituzione di una Relatrice speciale sulla violenza contro le donne.

Negli anni seguenti, il tema della violenza contro le donne è stato approfondito nella Conferenza di Pechino, e poi nel dibattito della Commissione donne dell’ONU, della Commissione diritti umani, dell’Assemblea generale, fino all’Assemblea di "Pechino+5" e alla stessa Assemblea del Millennio, che nella sua Dichiarazione finale pone la lotta alla violenza delle donne come uno degli obiettivi centrali delle Nazioni Unite del 2000. Il tema della violenza contro le donne rimane comunque conflittuale, sia per come va inteso in relazione ai diritti umani, sia rispetto alle controversie sulle responsabilità degli stati rispetto agli atti compiuti da soggetti privati, sia per le profonde divergenze su come riconoscerla, prevenirla, punirla.

venerdì 20 febbraio 2009

La violenza sulle donne esiste da quando esiste il mondo: già quasi tutti i popoli antichi si basavano sulla famiglia di tipo patriarcale, dove la donna è del tutto soggetta all’uomo, inoltre, nel Medioevo alcuni intellettuali si chiedevano se le donne avessero un’anima, come gli uomini, o se ne fossero prive, come le bestie. Nonostante le discriminazioni, le donne hanno saputo unirsi e combattere per i loro diritti, come dimostrano i movimenti femministi che hanno portato all’ottenimento del diritto di voto e non solo ma anche alla parità, però, non è mai stata raggiunta totalmente. Anzi, la violenza che è esplosa nei confronti del gentil sesso che rappresenta la Donna è anche una conseguenza dell’emancipazione femminile: gli uomini si sentono schiacciati dalla potenza e dalla forza verbale delle donne e così ricorrono vigliaccamente alla violenza fisica, come unico mezzo per eliminare l’avversaria scomoda.
Il problema della violenza sulle donne è tale che esistono associazioni in tutto il mondo, come Amnesty International, che aiutano e cercano di salvare le donne. certi tipi di violenza, però, sono radicati nella popolazione locale e giustificati dalle tradizioni (un esempio potrebbero essere le mutilazioni genitali , inoltre in un paese come l’India,oppure certe de l’Africa, le giovani spose che non corrispondono la dote al marito vengono rovinate con l’acido oppure si ritiene giusto uccidere un’adultera. In Italia può sembrare assurdo, ma anche cui fino a trenta anni fa la donna era considerata un “opzionale” del capo famiglia e fino al 1981 era giustificato per legge il delitto d’onore (che prevede per esempio l’uccisione della donna in caso di tradimento). Per finire è doveroso ricordare che fino a dieci anni fa il reato di violenza sessuale era ritenuto contro la morale e non contro la persona offesa: questo significa che non si prestava minimamente attenzione alla situazione fisica e psicologica della donna, ma si celava il tutto per vergogna e pudore.
Grazie agli sforzi delle donne sono nati dei centri contro la violenza per le vittime di stupro o violenza domestica: nonostante questo però le leggi non garantiscono la sicurezza necessaria e l’allontanamento del partner violento. Si calcola infatti che ogni anno siano circa 2 milioni e mezzo le donne che nel mondo perdono la vita a causa delle violenze subite e che una donna su tre ha subito o subisce violenza: anche se i dati sono allarmanti poco ancora è stato fatto, per non parlare della disparità delle donne vittime di violenza o la giustificazione di atti disonesti come gli stupri, dove la vittima diventa spesso la provocatrice e lo stupratore vittima delle circostanze. Il problema viene poi ampliato dall’indifferenza delle persone e dalla mancanza di solidarietà per le vittime. È incredibile rendersi conto di come nel 2008 certi pregiudizi esistano ancora e sembra stupido dover ricordare che prima di nascere uomini o donne siamo persone con eguali diritti e doveri. Non possiamo chiamare civile un Paese che non tiene conto dei bisogni delle donne e che vigliaccamente le discrimina.
Questo potrebbe essere le stato di salute de nostro paese per quanto riguarda un tema cosi complesso come quello della violenza sulle Donne.
Questo ovviamente ci porta a riflettere e a fare un esame di coscienza.
Possiamo partire proprio da qui .
The point is this,
Around the world at least one woman in every three has been beaten, coerced into sex, or otherwise abused in her lifetime. Most often the abuser is a member of her own family. Increasingly, gender-based violence is recognized as a major public health concern and a violation of human rights.

The effects of violence can be devastating to a woman's reproductive health as well as to other aspects of her physical and mental well-being. In addition to causing injury, violence increases women's long-term risk of a number of other health problems, including chronic pain, physical disability, drug and alcohol abuse, and depression.
Women with a history of physical or sexual abuse are also at increased risk for unintended pregnancy, sexually transmitted infections, and adverse pregnancy outcomes. Yet victims of violence who seek care from health professionals often have needs that providers do not recognize, do not ask about, and do not know how to address.

Violence against women and girls includes physical, sexual, psychological, and economic abuse. It is often known as "gender-based" violence because it evolves in part from women's subordinate status in society. Many cultures have beliefs, norms, and social institutions that legitimize and therefore perpetuate violence against women. The same acts that would be punished if directed at an employer, a neighbor, or an acquaintance often go unchallenged when men direct them at women, especially within the family.
Two of the most common forms of violence against women are abuse by intimate male partners and coerced sex, whether it takes place in childhood, adolescence, or adulthood. Intimate partner abuse—also known as domestic violence, wife-beating, and battering—is almost always accompanied by psychological abuse and in one-quarter to one-half of cases by forced sex as well. The majority of women who are abused by their partners are abused many times. In fact, an atmosphere of terror often permeates abusive relationships.

Health care providers can do much to help their clients who are victims of gender-based violence. Yet providers often miss opportunities to help by being unaware, indifferent, or judgmental. With training and support from health care systems, providers can do more to respond to the physical, emotional, and security needs of abused women and girls.
First, health care providers can learn how to ask women about violence in ways that their clients find helpful. They can give women empathy and support. They can provide medical treatment, offer counseling, document injuries, and refer their clients to legal assistance and support services.Family planning and other reproductive health care providers have a particular responsibility to help because:
Abuse has a major—although little recognized—impact on women's reproductive health and sexual well-being;
Providers cannot do their jobs well unless they understand how violence and powerlessness affect women's reproductive health and decision-making ability;
Reproductive health care providers are strategically placed to help identify victims of violence and connect them with other community support services.
Providers can reassure women that violence is unacceptable and that no woman deserves to be beaten, sexually abused, or made to suffer emotionally.

martedì 10 febbraio 2009

Non solo violenza fisica...
La violenza sulle donne, come già detto e sottolineato in precedenza, non è solo violenza fisica. Esistono altri tipi di violenze che non lasciano segni evidenti sul corpo, ma che sono lesivi della persona tanto quanto i maltrattamenti fisici. In questo articolo mi soffermo sulla violenza psicologica e sulla violenza economica (che viene spesso inserita nella violenza psicologica): le informazioni sono state reperite dal sito del Centro Antiviolenza Artemisia. I dati invece sono tratti dal documento ufficiale ISTAT 2006.


LA VIOLENZA PSICOLOGICA


La violenza psicologica accompagna sempre la violenza fisica e la prepara anche quando non degenera verso questo tipo di maltrattamento. Il messaggio che passa attraverso il maltrattamento psicologico è che chi ne è oggetto è una persona priva di valore. Ciò induce in qualche modo chi lo subisce ad accettare in seguito anche comportamenti violenti. Si tratta spesso di atteggiamenti che si insinuano gradualmente nella relazione e finiscono così con l’essere accolti dalla donna, al punto che spesso essa non riesce nemmeno a vedere quanto le siano dannosi e insidino la sua identità.


Allo stesso tempo il maltrattamento psicologico procura una grande sofferenza, e parte del dolore provato dipende dal non riuscire a dare un nome a questo stato di grave disagio: la donna continua a sentirsi confusa e sofferente, ma senza capirne il perché. Per questa ragione è sempre importante con le donne parlare e indurle a esplicitare quello che sta succedendo, perché possono non rendersi conto che quello che stanno subendo è un vero e proprio maltrattamento. Le tipologie e le modalità di maltrattamento sono molteplici, di seguito ne abbiamo identificate sei delle più comuni:


-Svalorizzazione (ad es. convincere la donna che non vale niente, dirle che è sessualmente inadeguata, sminuirla nella sua femminilità, offenderla, dirle che è stupida, che non capisce niente, critiche continue, distruzione delle amicizie ecc..)
-Trattare come un oggetto (ad es. richiesta di cambiare il proprio aspetto fisico, manipolare lo stato psichico della donna, maniacale ossessività, controllo di dove va la donna e cosa fa, gelosia eccessiva, costringere ad avere rapporti sessuali)
eccessiva attribuzione di responsabilità (ad es. nell’organizzazione del menage familiare, accusarla delle difficoltà dei figli, costringerla a farsi carico di tutte le spese familiari ecc..)

-Indurre senso di privazione (ad es. privazione di contatti sociali, indurre ansia e insicurezza sul futuro, privazione dei rapporti con la famiglia d’origine ecc..)
distorsione della realtà oggettiva (ad es. critica continua alla visione del mondo della donna, negazione dei sentimenti delle donne, far sentire in colpa la donna perché rifiuta i rapporti sessuali, cercare di far sembrare normali gravi maltrattamenti e abusi ecc…)
-Paura (ad es. minacce di percosse, rompere oggetti, sbattere porte, minacce di togliere i figli, minacce di morte, imprevedibilità ecc…)
-La violenza psicologica può portare alla morte tanto quanto la violenza fisica, perché distrugge l'autostima della persona che ne è vittima.

Le donne che hanno sperimentato comportamenti di violenza psicologica da parte del partner attuale sono spesso vittime di violenza fisica o sessuale. Fatte 100 le donne che hanno subito violenza fisica e sessuale dal partner, il 90,5% ha subito anche violenza psicologica. Nel 50,4% dei casi si verifica violenza fisica associata a quella psicolgica, nel 26,8% (ma soprattutto nel caso degli ex mariti) si verificano contemporaneamente i tre tipi di violenza.
Violence and abuse affect all kinds of people every day. It doesn't matter what race or culture you come from, how much money you have, how old you are, or if you have a disability. Violence does not discriminate.

Abuse can be physical, mental, and emotional. Violence against women in any form is a crime, whether the abuser is a family member; someone you date; a current or past spouse, boyfriend, or girlfriend; an acquaintance; or a stranger. You are not at fault. You did not cause the abuse to occur. If you or someone you know has been sexually, physically, or emotionally abused, seek help from other family members and friends or community organizations. Talk with a health care provider, especially if you have been physically hurt. Learn how to reduce your risk of becoming a victim of sexual assault or sexual abuse before you find yourself in an uncomfortable or threatening situation. One important part of getting help is knowing if you are in an abusive relationship. Sometimes it can be hard to admit that you are in an abusive relationship. But, there are clear signs to help you know if you are being abused.

Dating violence is when one person purposely causes physical or psychological harm to another person they are dating, including sexual assault, physical abuse, and psychological/emotional abuse. It is a serious crime that occurs in both casual and serious relationships, and in both heterosexual and same-sex relationships. Sometimes, a victim might unknowingly be given alcohol or "date rape" drugs like Rohypnol. Date rape drugs are often slipped into a victim's drink while a person is in a social setting such as a club or party. These drugs, as well as alcohol, can make a person unable to resist assault, and cause a type of amnesia so she is uncertain about what happened. The victim is then left to deal with the trauma of the sexual assault and the uncertainty surrounding the specifics of the crime. Unfortunately, most cases of dating violence are not reported to the police.

Violence against women by anyone is always wrong, whether the abuser is someone you date; a current or past spouse, boyfriend, or girlfriend; a family member; an acquaintance; or a stranger. You are not at fault. You did not cause the abuse to occur, and you are not responsible for the violent behavior of someone else.
FEMALE GENITAL MUTILATION

According to the World Health Organization, 85 million to 115 million girls and women in the population have undergone some form of female genital mutilation and suffer from its adverse health effects.
Every year an estimated 2 million young girls undergo this procedure. Most live in Africa and Asia -- but an increasing number can be found among immigrant and refugee families in Western Europe and North America. Indeed, the practice has been outlawed in some European countries.

In France, a Malian was convicted in a criminal court after his baby girl died of a female circumcision-related infection. The procedure had been performed on the infant at home.

In Canada, fear of being forced to undergo circumcision can be grounds for asylum. A Nigerian woman was granted refugee status since she felt that she might be persecuted in her home country because of her refusal to inflict genital mutilation on her baby daughter.

There is a growing consensus that the best way to eliminate these practices is through educational campaigns that emphasize their dangerous health consequences. Several Governments have been actively promoting such campaigns in their countries.
We are starting today by DOMESTIC VIOLENCE.This is a fom of violence that sometimes we do ignore,but i've got the possibility through research of bringing out some facts.Hope you'll see see this with me.

Violence against women in the family occurs in developed and developing countries
alike. It has long been considered a private matter by bystanders -- including neighbours, the community and government. But such private matters have a tendency
to become public tragedies.
In the United States, a woman is beaten every 18 minutes. Indeed, domestic violence is the leading cause of injury among women of reproductive age in the United States. Between 22 and 35 per cent of women who visit emergency rooms are there for that reason.

The highly publicized trial of O. J. Simpson, the retired United States football player acquitted of the murder of his former wife and a male friend of hers, helped focus international media attention on the issue of domestic violence and spousal abuse.

In Peru, 70 per cent of all crimes reported to the police involve women beaten by their husbands.

In Pakistan, Prime Minister Benazir Bhutto strongly defended a 35-year-old mother of two who was severely burned by her husband in a domestic dispute.

"There is no excuse for such a behaviour", the Prime Minister declared after visiting the hospitalized victim. "My presence here is to send a message to all those who violate Islamic teachings and defy laws of the land with their inhuman treatment of women. This will not be tolerated."

According to the Human Rights Commission of Pakistan, in the 400 cases of domestic violence reported in 1993 in the province of Punjab, nearly half ended with the death of the wife.

According to the Special Rapporteur's report, many Governments now recognize the importance of protecting victims of domestic abuse and taking action to punish perpetrators. The establishment of structures allowing officials to deal with cases of domestic violence and its consequences is a significant step towards the elimination of violence against women in the family.

The Special Rapporteur's report highlights the importance of adopting legislation that provides for prosecution of the offender. It also stresses the importance of specialized training for law enforcement authorities as well as medical and legal professionals, and of the establishment of community support services for victims, including access to information and shelters.

domenica 8 febbraio 2009

Secondo un gruppo di esperti che hanno lavorato per il Consiglio d'Europa ( Council of Europe-Group of specialists for combatting violence against women, Final Report of Activities, Strasbourg, 1997), quando si parla di violenza contro le donne è importante avere sempre presente che :

La violenza contro le donne esiste...

La violenza contro le donne è una violenza di genere riconosciuta oggi dalla comunità internazionale come una violazione fondamentale dei diritti umani
Alcune forme si trovano in molte culture (stupro, violenza domestica, incesto), altre sono specifiche di alcuni contesti (mutilazioni sessuali, omicidi a causa della dote, ecc.)

Spesso la violenza agita contro le donne è una combinazione di diversi tipi di violenze; un esempio è rappresentato dalla violenza domestica dove intervengono generalmente violenza fisica, psicologica, sessuale, economica e a volte spirituale

Violenze diverse possono essere fra loro connesse; la violenza contro le/i figlie/i, ad esempio, è spesso accompagnata da violenza domestica contro la madre

La posizione degli uomini e delle donne rispetto a questo fenomeno non è equivalente: le donne figurano molto più spesso come vittime e gli uomini come responsabili; alcune forme di violenza vengono agite quasi esclusivamente sulle donne (stupro)

La violenza può assumere forme diverse, accadere in molti contesti e relazioni

La violenza contro le donne esiste...

La violenza contro le donne esiste, è diffusa e non appare affatto in diminuzione.

Le donne sono vittime di diverse forme di violenza: nella quotidianità, nella vita domestica e in circostanze particolari come "lo stupro di guerra".

La violenza contro le donne è un crimine ma continua ad essere considerata dagli individui, dalle istituzioni sociali e dagli Stati come una questione privata, si circoscrive nella sfera privata un crimine di ordine pubblico

venerdì 6 febbraio 2009

Vogliamo parlare di un avvenimento che è sempre stato un punto di battaglia ma che oggi è ancora molto più forte di qualche anni fa. Ma di cosa si tratta? Ma è cosi grave?
Oggi ci rendiamo conto che la più grande emergenza nel mondo occidentale e in particolare in Italia rimane “la violenza”,le molestie e ben altro
Ma la donna è ancora un essere che merita rispetto oppure un oggetto da avere a tutti costi anche pur di torturarla psicologicamente?
Ma che immagine ovvero che idea vi siete fatte delle donne cari uomini?
Un rifiuto a una relazione è diventato segno di violenza? Ma in che mondo soggiorniamo?
“E proibito sfruttare questo essere sacro che richiede solo attenzione e non tortura.”
L’anno 2008 per tante donne si è chiusa con l’incubo “Violenza” e 2009 si apre con la stessa tempesta. Questo richiede un momento di riflessione .Noi viviamo in una società molto più avanzata ma credo che questo non ci offre maggiore garanzie al livello della sicurezza. Rimane oggi uno degli argomenti più affrontato sia dagli media che dalla politica. Sarà perché il fenomeno continua a fare solo vittime? Difficile fare il conto se ogni ora nel Mondo c’è una donna che subisce “violenza”? Questo indipendentemente dall’ età,le origini,il colore della pelle..
Ma intorno a noi la cosa è veramente grave se non possiamo più muoverci liberamente
Ma vorrei che fosse le stesse donne a gridare davanti a questo fatto con una sola parola: BASTA
Più si sentono abbandonate da chi ha potere più si chiudono nella paura e l’impotenza..
Allora chi ha il potere,ma lo sa davvero usare?ma ci rendiamo conto dell’effetto psicologico che questo può comportare in un futuro nella vita delle stesse persone ?
Questo ci porta a una analisi che non può essere che legato all’ insicurezza delle nostre città e è un campanello d’allarme allo stato.
Volete dire la vostra come Donna?

venerdì 30 gennaio 2009


THAT IS WHAT VIOLENCE CAN PRODUCE..I WILL LIKE TO HAVE YOUR POINT OF VIEW? SO AS WOMEN WHAT DO YOUR THINK OF THIS? I'LL BE HAPPY TO READ YOUR COMMENTS


La violenza porta a questo... Aspetto il commento delle Donne... Ci siete? Che ne pensate?
Fatevi sentire....
Grazie
La vita è come un passeggero che va a prendere un treno o un aereo con il desiderio di arrivare a destinazione .Chi prende un treno o un aereo vorrebbe viaggiare in condizioni confortevoli e arrivare a destinazione in tempi previsti.
La vita potrebbe essere paragonata a una bambina che nasce,cresce con il desiderio di vivere una vita tranquilla,serena e piacevole. Ma durante il suo percorso,si confronta a varie difficoltà,delusioni e anche violenze. La prima cosa è che questa bambina durante la sua crescita vuole divertirsi ma si confronta a intoppi che possono essere sia di natura morale che psicologica. Povera bambina...dovrà farsi degli amici senza sapere che possono essere veri amici o sanguisuga.
Ma qualche volta non basta il consiglio dei genitori finché non è ancora successo neanche quello di un parente...
Ma la domanda sulla quale riflettere oggi è quella di sapere dove sono i genitori? Che ruolo hanno?
Nella vita quotidiana della ragazza nasce amore cari e delusioni ma anche nemici.
La vita della ragazza comincia a complicarsi. Lei va a scuola in settimana e la sera va a studiare con gli amici. Il week end,una volta ogni tanto va a divertirsi con gli amici.
Da questo momento la sua vita comincia a complicarsi,perché fortunatamente o sfortunatamente incontrerà compagni di scuola e anche persone molto simpatiche. Ma la domanda rimane quella di sapere in base a che cosa sono persone per bene secondo la ragazza? Andare a scuola,vedere amici e compagni con telefono di ultima generazione scatta in lei la voglia di acquistare questo prodotto... Genitori di classe media che pensano più ai libri che a oggetti di ultima generazione e ribadisco che questo è giustissimo ma per la ragazza non è la priorità. Il percorso è lo stesso oppure un po' diverso per chi non ha fatto scuola ma i rischi rimangono gli stessi e forse sono anche peggiori...

A questo punto arriva l’influenza di amici,di persone strane e la nostra ragazza si lascia andare in questa vita di svago piena di sorprese molto pericolose. Si trova davanti la prima prova di droga,aschi e anfetamina .Si lascia andare in un mondo senza ritorno,dove si fa ciò che arriva senza pensare alle conseguenze

Visto la pericolosità del divertimento arriva anche la violenza perché la droga spinge le persone a fare tutto ciò che arriva. Si va in cerca di una forza che noi pensiamo di ottenere in quel momento in cui ci lasciamo andare nelle braccia di sconosciuti.
La violenza può nascere o dall’ambiente che frequentiamo oppure dall’insicurezza della società. Per me rimane sempre violenza e va condannata indipendentemente dalle sue origini.
Oggi vorrei ricordare a chi non lo sa che il tasso di violenza nel nostro paese è cresciuto in maniera esponenziale. Ma io vorrei sapere dalle Donne quale secondo loro sono le ragioni dell’incremento di questo fattore?
Non sarà la minigonna di cui non possiamo staccarci uno dei fattori di questa violenza?oppure il vestirsi provocante? .. Ma che dire del super lusso che vogliamo avere,ma siamo costretti a pagare con il nostro corpo anche involontariamente? Nel ventunesimo secolo non è il caso di dire che dobbiamo coprirci come Donna?
Ma l'Europa allargata ci fa un bene oppure un male? MA ci sono veramente delle leggi nella nostra società? Ma vengono applicate dallo Stato o no?

Grazie e a presto

Dite la vostra...

sabato 24 gennaio 2009

AH, CHE BELLO VIVERE, CHE BELLO ESSERE LIBERO, CHE BELLO ESSERE RISPETTATO,CHE BELLO POTER FARE CIO’ CHE SI VUOLE,CHE BELLO NASCERE DONNA MA VIVERELA TRANQULLAMENTE NO..!

L’Italia rimane un paese dell’Europa centrale con un inequivocabile elenco di particolarità. Il bel tempo, il suo cibo molto selettivo, il vestiario, la voglia di vivere, le belle donne di cui parleremo perché sono nel mirino come in qualsiasi società. Credo che sia il caso di dire che loro vivono in una società dove subiscono la maggiore parte delle volte, senza essere tutelate. E’ il caso di dire che nel ventunesimo secolo più si parla di globalizzazione, più si pronuncia su L’Europa allargata, sulla moneta unica, L’ immigrazione, e infine in più si narra anche sulla “violenza” ma soprattutto sullo sfruttamento di minorenni e degli adulti.Ho avuto da girare l’Italia e dirò che questo è un fenomeno in crescita dovuto a un insieme di fattori di cui mi limiterò a elencarne due:
L’insicurezza che troviamo nelle città è una delle ragioni della violenza. Questo perché non ci sono le forze dell’ordine dove ci dovrebbe essere e questo espone le donne al fenomeno “violenza”. Direi che anche se ci sono le forze dell’ordine, non sono svelti nel modo di intervenire e questo sembra un problema molto allarmante.
La seconda cosa rimane un laissez aller dei cittadini della nuova Europa che popolano le nostre città dal momento in cui l’Europa si è allargata. Ritengo che sia una buona cosa che l’Europa sia diventata unita ma Signori credo che ci vogliano delle regole ben precise come in ogni società o Stato.
Vorrei aggiungere per quelli che non lo sanno che la Donna è sempre stata un essere molto prezioso fin dai tempi della creazione . Il Signore ha sempre dato una grande importanza alla Donna. Le Donne rimangono sempre esposte alla Mancanza di rispetto assoluto,trattamento orribile,molestie,torture e ben altro per parlare solo di tali.
Dagli ultimi sondaggi dell’anno appena passato il tasso delle donne che hanno subito dal partner violenze fisiche, sessuali o psicologiche è di 6.271.000 e pensare che le violenze più gravi riguardano 1.572.000donne.
E’ arrivato il momento che qualcosa si muove da parte dello stato, da parte anche delle stesse Donne. Io sfiderei donne che hanno subito oppure che stanno subendo violenza a mandarci delle mail e noi cercheremo tramite le Autorità a vedere come tutelarle.
Un consiglio molto semplice me la sento di dare a ogni Donna è di avere il coraggio di non farsi intimidire neanche farsi fregare la libertà perché dal momento in cui la libertà non esiste più, entra la paura e diventiamo oggetto a qualsiasi stratagemma da parte dell’avversario.
Non si può vivere in una società, dove fare due passi di notte, è un incubo, dove l’autobus è un punto di domanda, dove i luoghi pubblici sono una trappola. Eh ora dove ci sentiamo sicuri?
Tutto oggi comincia da casa per finire anche nei luoghi più consacrati.
La domanda è Dove ci sentiamo allora sicuri?
Questo solo per dire che c’è un problema molto più grave di quanto speculiamo ma legato a molte altri che dobbiamo prima identificare e dopo incominciare a dare un taglio, ma soprattutto tentando di trovare una soluzione ed evitare che ci impedisce di vivere pacatamente.

giovedì 22 gennaio 2009

WE ARE LEAVING IN A WORLD WHERE THERE ARE FEW PEOPLE STILL HAVING A "RIGHT".TODAY THE WORLD HAVE BECOME A PLACE WHERE ALMOST NO ONE KNOWS WHEN HE OR SHE IS RIGHT OR WRONGH.RULES ARE BEEN FORGOTTING,THE SOCIETY IS AMOST GOING THE OPPOSITE WAY,THE POOR,WEAK,FRAGILE ARE BEEN OPPRESSED.WE SEEM TO LIVE IN A WORLD WITHOUT "HUMAN RIGHT".THIS IS A WORLD WHICH BECOMES DIFFICULT TO CONSIDER TODAY,FROM WHICH WE CANNOT LEARN,IT DOES DESTROY ALL OUR POSITIVE IDEAS AND LEAD US TO THE OPPOSITE WAY..AT WORK,IN SCHOOL,IN TRAIN,WHILE FLYING,ON THE STREET,IN THE HOSPITALS AND EVEN IN OUR HOMES WE DISCOVER OUR RIGHT IS IGNORE AND SOMETIME DO NOT EVEN EXIST....
THIS IS MORE THAN A REALITY IN NATIONS OR COUNTRY LIKE AFRICA,NORTH AMERICA,ASIA,PART OF EUROPE AND ALSO MIDDLE EAST.WE ARE IN THE TWEENTY FIRST CENTURY AND THE RATE OF SLAVERY IS ONLY INCREASING.THIS IS ALSO A POLITICAL PROBLEM WHICH REQUIRE THE INTENVENTION OF GOVERNMENTS AND THEIR LEADERS.STATISTICS SHOWS THAT THE RATE OF WOMEN IN THE WORLD OF PROSTOTUTION IS INCREASING MORE AND MORE EVERYDAY...
"THE BUSINESS OF HUMAN BEEN" IS BECOMING VERY NORMAL WITHOUT NO SANCTION,NO CONDAMNATION AND PRACTICAL INITIATIVE FROM ORIGINAL COUNTRIES...SOME SITUATIONS CAN BE CHANGE BY LAW,EDUCATION AND PUBLIC OPINION AND TIME SEEM TO HAVE COME FOR HAPPY CHANGES IN CONDITIONS OF WOMEN ALL OVER THE WORLD.I DECIDE TO FOCUS MORE ATTENTION ON WOMEN AND CHILDREN, SEEN THE RATE OF TORTURE IN OUR SOCIETY.....HERE WE START,IT IS GOING TO BE A LONG WAY,BUT IT IS BETTER TO START TODAY THAN TO NEVER START....

martedì 20 gennaio 2009

BUONGIORNO SIGNORE,
VORREI RICORDARE A TUTTI CHE SIAMO NEL L'ANNO 2009 E CHE NELLA SOCIETA' DOVE VIVIAMO, PER ME, E CREDO ANCHE PER VOI DONNE, E' INAMMISSIBILE CHE NON VI SENTITE LIBERI. UNA SOCIETA' DOVE, A OGNI PASSO, NON SI SA' CHI ABBIAMO DI FRONTE,NE DI CHI E' L'OMBRA CHE VEDIAMO ,TUTTO SUSCITA' MOLTA PAURA,DOVE QUANDO ARRIVA LA NOTTE PARE SEMPRE UN INCUBO,DOVE IL VICINO DI CASA E' UNA MINACCIA E DOVE ANCHE A CASA NON SI RIESCE A FIDARE DELLE PERSONE INTORNO.QUESTA NON E' UNA VITA MA UN'ALTRA FORMA DI SCHIAVITÙ. MA E' ORA CHE VI SVEGLIATE PER COMBATTERE MA COMBATTERE PIÙ' CHE MAI IN UNA SOCIETA' DOVE TUTTO E' DIVENTATO MOLTO COMPLICATO,DOVE NESSUNO TI DA' LA LIBERTÀ', DOVE SEMBRA CHE SIETE INCATENATE.
IO CI CREDO ALLA LIBERTA' DELLE DONNE,CREDO A UNA SOCIETA' DOVE LA DONNE AGLI STESSI DIRITTI DE L'UOMO..
QUESTA E' LA SOCIETA' CHE SOGNO E PER LA QUALE VOGLIO LAVORARE
DITE LA VOSTRA E NE DISCUTEREMMO..
"IL DIBATTITO E' APERTO...."
TODAY IS A VERY IMPORTANT DAY IN THE HISTORY OF THE WORLD..WE MAY NOT KNOW,WE MAY NOT REALIZE BUT TODAY AMERICANS ARE GIVING A LESSON TO THE WORLD.THE UNITED STATES PRESIDENT HAS MARKED THE WORLD.."BARAK OBAMA" HAS ENTER INTO HISTORY BEEN THE FIRST BLACK AMERICAN PRESIDENT.IT IS A LESSON TO ALL SOCIETIES,TO ALL NATIONS,TO ALL MEN,ALL WOMEN,BLACK,WHITES,YOUNG,OLD...
WE HAVE TO LEARN FROM THIS DEMOCRACY,IT IS A GREAT LESSON TO EUROPEAN AND IT IS A LESSON OF INTEGRATION THAT MOST COUNTRIES LACK..
WE HAVE TO LEARN FROM THEM..
THIS IS AN OPEN DISCUSSION..
WHATEVER YOUR FEEL ,SAY IT WITHOUT PROBLEM..
THANKS